lunedì 15 settembre 2008

Nebbie

Non riesco ancora a capacitarmene, un mese intero, forse più, vissuto lontano da tutto, da tutti. Il meccanismo di reset della memoria che fa cilecca come sempre, la mia rabbia cresciente, il mio rimorso che si fa grande come una montagna. Si staglia sopra di Voi , comuni esseri umani che hanno scelto di convivere con i mostri, Vi proietta immagini orrifiche, troppo cruente perchè Voi possiate anche solo comprenderle. La mia gente ha percorso strade che conducevano all'Infinito, ha percorso senteri bui usando come sola, unica, luce, il pensiero del bene. Il tuo nome mi perseguita, scolpito sui mille e più muri di questa città incantata, riflesso nelle mille sfumature di verde che l'acqua rubata al mare decide di fare mie alle prime luci del pomeriggio, cullata dal vento che soffia amico dal nord ai primi sorsi di una mattinata magica che parla di Noi. E così. tra coppie di anatre e albatri, osservato come un dio dell'Olimpo durante la sua magica discesa, porto a te memorie di un passato che oppporrà sempre resistenza al suo colpo di spugna, ti porto secondi infiniti, lunghi come una glaciazione, freddi come un'eclisssi, che parlano di ciò che in questa terra di ghiaccio ci è dato osservare. Una lunga distesa bianca, ora macchiata di sangue, ora candida come l'anima dei puri, mi si staglia di fronte agli occhi, non posso non lacrimare. Non posso non commuovermi di fronte alla purezza della luce. Di contro non posso nemmeno rifugiarmi nell'ombra, non posso ignorare la nuova luce che mi guida durante il lungo viaggio verso la pienezza di mè stesso. Forse Tu non sei Tu e il mio nuovo Io guarda a orizzonti mai inseguiti, a volte semplicemente per pigrizia, a volte semplicemente per noia, o forse Tu sei reale ma Io non posso ammetterlo , per non provocare faide e lotte intestine. Comunque sia la Verità, di una cosa sono sicuro.......Nesssuno, nè Io nè Tu , potrà mai essere cambiare questa realtà, dove viviamo tutti di cose che in realtà non desideriamo. Mi spiace di non essere comprensibile, è una regola dell'Oasi, nessuna notizia entra e nessuna emozione esce. Di certo non vorrei condannare i miei compagni di viaggio per una lettera scritta con l'innocenza di uno sfogo infantile, lanciato senza coscienza al di là delle alte mura di questa Oasi infinita, in cui non posso più dimenticare. La memoria rimane tua, ma la guerra è mia, e quest'Oasi, ultima tra le speranze di civlità, cadrà presa dalla fame, dagli stenti, ma non cederà mai al volere dei "Non-Vivi", non ve la lascieremo conquistare, non catturerete nessuno dei Nostri cadaveri, l'unica cosa per cui vi potremmmo tornare utili è lo scempio dei nostri corpi, ma anche in questo caso non riuscirete mai a far morire lo spirito delle Oasi, la nostra anima trasmigrerà da un corpo all'altro in punto di morte nel tempo di un respiro celeste. Non vincerete mai.

0 commenti: