lunedì 28 aprile 2008

Uniformità

Ormai è quasi una settimana....ogni mattina, al mio risveglio, qualcosa fa cilecca nel meccanismo che rende le mie giornate uguali. Sono venuto fino a qui per non provare più quel veleno che Voi chiamate emozioni, mi hanno garantito che non ci sarebbero state mai novità, mai sconvolgimenti, mai nulla che potesse provocarne una. Eppure la mia rabbia....inizia a rimanere qualcosa dentro di me dopo la notte, sono cose che accumulo, e ora inizio a ricordarmi di molte cose. Non sono ricordi veri, più reminiscenze di emozioni passate, di un'emozione, la rabbia. Per certi versi è infantile, si scaglia contro tutti senza prendersela realmente con qualcuno, mi ricordo dei torti fatti e subiti senza rendermene conto. Come posso perdonarVi, Voi, colpevoli di avermi fatto rivivere queste cose? Vi osservo dalle mura dell' Oasi, lo sapete, Voi correte veloci verso il vostro destino, e non per tutti sarà piacevole. Forse è la mia immobilità, ma mi accorgo che siete disposti a preferire di essere calpestati e trattati come dei nulla, come dei reietti piuttosto che accettare una vita diversa, la Vostra. Arriva sempre un momento in cui ci rendiamo conto di chi siamo, e voltarsi dall'altra parte per inseguire sogni che altri hanno imposto o suggerito la trovo una cosa stupida, tipicamente Vostra. Per questo motivo il Virus ha contagiato il vostro mondo e Voi non siete riusciti a scappare. Dite che noi siamo tutti uguali, guardatevi.....Voi siete la copia del Vostro vicino, Voi siete un unica cosa uniforme, prevedibile e ignorante, proprio per questo pericolosa e ciecamente feroce. No, non preoccupatevi ancora della vostra immagine riflessa, aspettate ancora, ancora qualche goccia, poi la pozzangherà sarà abbastanza grossa, ma state attenti, vale una volta sola. Aspettate, con calma.

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