mercoledì 12 marzo 2008
Primi Passi
Nelle mie intenzioni su questo blog parlerò di cose "serie" ma, stranamente, per ora mi assillano altri dubbi. Mentre cerco me stesso mi imbatto in problemi che meriterebbero una cattedra di sociologia. Strana società quella proiettata davanti ai nostri occhi, piena di individui che si muovono senza sapere nemmeno il perchè ma pervasi dalla sicurezza di essere al posto giusto. Se capita si travestono da morte e falciano inconsapevolmente interi giardini di fiori rari, ma questo non importa, nessuno più di loro sa cosa fare, d'altronde loro hanno un posto nella società, reale o garantito che sia. La loro esistenza non sarebbe un problema per un' immemore, noi viviamo in "oasi" che però somigliano a prigioni. Le prime frizioni arrivano non volute, si incontra un "falciatore occasionale" che improvvisamente distrugge tutto e, anche se riuscisse a volerlo veramente, non potrebbe rispondere alla domanda più importante, "perchè?". L'incontro con uno di questi esseri ha creato i dubbi che mi assalgono e se posso dire la mia dal fondo di questo posto, penso che molti di voi, come me del resto, siano bloccati da incontri simili ma sappiano che il pericolo di diventare come loro lo corriamo anche noi. La differenza sta nell'ammetterlo, nel dire no a molte cose in cambio di una decisione che ti rende anche solo per un'attimo "un'osservatore neutrale". Alzarsi serve, si vedono le cose da un'altra prospettiva. Ogni tanto capita persino di vedere un fiore con in mano una falce, divertente, vero? Tutto questo mentre in realtà sarebbe meglio parlare di cose più serie come la concezione dei confini territoriali sanciti e garantiti dal diritto internazionale, oppure di come un dollaro messo in circolo nel grande mercato mondiale ne possa generare un miliardo, dialogando solo con una nazione e tornando magicamente al mittente con i suoi nuovi 9'999'999'999 compagni. Questo ogni giorno, instancabilmente. Eppure l'idea che molte cose accadano prima dentro di noi e poi di riflesso in ogni cosa che facciamo mi sfiora. Per cui forse, ma solo forse, non serve una riforma della società in senso istituzionale se poi le persone che la comporranno saranno state tutte marchiate dalla stessa fabbrica, che trascende le idee personali per entrare nella dimensione dell' essenza personale di una persona, con un meccanismo perverso che elegge a governante della cosa più intangibile e preziosa che abbiamo la futilità più assoluta e vuota. Parole già dette, ma chi vi parla fa parte della "crisi dei valori" e per Voi ne è un fautore............anche se Noi di valori ne abbiamo da vendere, li nascondiamo al mondo e li vedrete tutti insieme. Non sapete chi sono, ma fidatevi, se mi lamento io per la mancanza di valori siamo su una brutta strada :-D .
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